Dalla Murgia al mare. Un approccio rigoroso all'architettura e al paesaggio pugliese.
La Valle d'Itria non ha confini naturali evidenti. È un'astrazione geografica che il paesaggio ha costruito nei secoli e che la legge ha riconosciuto solo nel 1975, quando lo Stato ha tracciato i limiti di un territorio già leggibile — nei muri a secco, nelle coperture coniche dei trulli, nei terrazzamenti che piegano le pendici della Murgia verso la piana adriatica.
Nel 1899, il geografo francese Émile Bertaux pubblicava sugli Annales de Géographie una carta dei trulli e delle caselle delle Puglie: precisa nei simboli, differenziata nei colori, ma priva di un nome. Il paesaggio esisteva; la definizione, ancora no.
Il nome viene da una grotta. Dal culto di Santa Maria d'Itria — Ὁδηγήτρια, in greco medievale: colei che conduce. Oggi la perimetrazione di quell'area vive nel PPTR della Regione Puglia, tra i sistemi di vincolo paesaggistico più articolati del Mezzogiorno. Operare qui non è un dato biografico neutro. È una condizione professionale.
Non interpretiamo la memoria come un repertorio nostalgico da copiare, ma come un'infrastruttura culturale da evolvere. La pietra locale, la geometria monumentale del trullo, il rigore volumetrico della masseria e i ritmi ipogei dei sistemi terrazzati non sono elementi decorativi: sono risposte tettoniche e climatiche considerate dal tempo.
Il restauro e la rifunzionalizzazione del manufatto storico devono essere filologici nella conservazione della materia e contemporanei nella concezione dello spazio. Non simuliamo il passato; ne continuiamo l'evoluzione logica, introducendo il comfort contemporaneo attraverso innesti discreti, reversibili e ad alto valore tecnologico.
La bioarchitettura non è una tecnologia sovrapposta, ma un ritorno all'intelligenza termica della materia autoctona. Sfruttiamo l'inerzia termica della pietra, la ventilazione naturale dei sistemi tradizionali e l'integrazione di tecnologie sostenibili invisibili per minimizzare l'impronta ambientale, garantendo un'ecologia dell'abitare che rispetti le risorse del territorio.
Il lusso contemporaneo non risiede nell'ostentazione, ma nella purezza del dettaglio, nella gestione della luce naturale e nel dialogo simbiotico con il paesaggio. Progettiamo spazi ad altissimo standard ricettivo dove l'esclusività si manifesta attraverso il silenzio visivo, l'autenticità dei materiali e l'armonia spaziale.
I regimi di tutela paesaggistica e i vincoli normativi territoriali non costituiscono un limite alla creatività, ma la matrice stessa del progetto. La nostra iper-precisione normativa e l'analisi strategica dei vincoli (PPTR, tutele della pietra a secco e degli ulivi monumentali) sono gli strumenti con cui blindiamo la realizzabilità dell'opera, trasformando la norma in valore architettonico difendibile e inattaccabile.
Il nostro modo di fare architettura esige un controllo totale e privo di approssimazioni sul dato normativo, tecnico ed economico. Per questo abbiamo creato itrIAmaster: una piattaforma proprietaria nata dall'esigenza interna di digitalizzare e blindare il nostro intero processo operativo. Integrando intelligenza artificiale e automazione cloud, itrIAmaster non è un semplice software di supporto, ma l'estensione digitale del nostro metodo di lavoro, progettato per garantire che la precisione millimetrica e il rigore strategico governino ogni singola fase della commessa, tutelando il progetto e il committente.
Parafrasando Ernesto Nathan Rogers, 1952: "dal cucchiaio alla città".
Guidato dagli Architetti Vincenzo Lorusso e Tommaso Rubino, L+R Architetti nasce nel maggio 2008 nell'esatta cerniera territoriale dove la Murgia degrada verso il mare. Lo studio accompagna il cliente dall'inizio alla fine: dalle operazioni preliminari dell'atto di acquisto alla scelta degli arredi della nuova casa. Un percorso creativo e tecnico senza interruzioni.
La sede operativa di via Dr. Onofrio Solari 62 a Ostuni non è solo un indirizzo, ma un punto di osservazione privilegiato: le spalle coperte dall'altopiano dei trulli e lo sguardo rivolto all'Adriatico.
Questo raggio d'azione ci permette di misurarci con tipologie architettoniche mutevoli: dal restauro filologico del trullo al recupero della masseria fortificata, fino alla rigenerazione per l'ospitalità ricettiva sul mare.
Nato a Cisternino, Tommaso ha costruito negli anni una competenza che va oltre la progettazione: la capacità di leggere il sistema normativo come mappa strategica. Ogni iter autorizzativo — dalla Commissione Paesaggistica al SUAP — è un terreno noto, su cui si muove con precisione.
Nato a Ostuni, Vincenzo ha costruito la sua pratica sulla convinzione che ogni preesistenza sia un sistema con una sua logica, da comprendere prima di trasformare. Il linguaggio contemporaneo entra nel dialogo con il costruito antico senza mascherarlo — una postura che deve tutto agli anni di cantiere e poco all'astratto.
Recupero filologico di trulli, masserie e palazzi storici. Interventi ad alto grado di vincolo paesaggistico e monumentale nel rispetto delle preesistenze.
Abitazioni di nuova costruzione e ristrutturazioni complete. Dalla planimetria al cantiere, con cura del dettaglio costruttivo e del comfort abitativo.
Progettazione di strutture ricettive, beach club e agriturismi. Soluzioni sartoriali per il turismo di qualità in Valle d'Itria e sulla costa adriatica.
Analisi di fattibilità, verifica PPTR, NTA e PRG. Supporto tecnico in ogni fase autorizzativa: Commissione Paesaggistica, SUAP, VIA.
Interventi di riqualificazione nei centri storici e nelle periferie. Attenzione all'impatto sociale, ambientale e paesaggistico come condizione progettuale.
Gestione completa delle pratiche edilizie: SCIA, permesso di costruire, condoni, sanatorie. Relazioni tecniche inattaccabili per ogni tipologia di intervento.
Scivolando dall'Ambito 9 (Murgia dei Trulli) alle delicate fasce costiere, integriamo i vincoli del D.Lgs. 42/2004 con il Piano Regionale delle Coste, le norme del PAI e le tutele speciali sugli ulivi (L.R. 14/2007).
Questo è il nostro metodo: l'inquadramento normativo come atto fondativo, mai come limite espressivo. Nelle nostre relazioni tecniche urbanistiche, l'essere estremamente precisi nel citare i riferimenti normativi è il prerequisito per rendere ogni pratica inattaccabile.
La norma non prende mai il sopravvento sul progetto. Al contrario, l'architettura diventa la sintesi perfetta: la competenza legislativa traccia il perimetro entro cui la visione spaziale, la cura del dettaglio e il lusso contemporaneo possono esprimersi liberamente.
C'è un paradosso al centro della professione odierna: mentre il design viene celebrato ovunque, il professionista reale attraversa una quotidianità frammentata. Il cantiere rivela fragilità, producendo varianti che generano onde d'urto su tempi, costi e autorizzazioni.
A questo si aggiunge l'eccessiva dipendenza dal render, che illude sulla rigidità dell'immagine digitale dimenticando che l'architettura viva è fatta di luce naturale, percorsi e tattilità. Per questo, il nostro lavoro si fonda su un patto professionale esplicito.
Il software itrIAmaster 2.0, registrato ufficialmente presso la SIAE, è un asset tecnologico proprietario dello Studio. Concepito non come applicativo generico, ma come risposta sartoriale, ingegnerizza e blinda i flussi di lavoro, unendo intelligenza artificiale e automazione cloud per governare con rigore scientifico ogni commessa.
Via dr. Onofrio Solari, 62
72017 Ostuni (BR)
Largo Osanna, 8
72013 Ceglie Messapica (BR)